MARATONETI MORTI NEL SONNO, CERTIFICATI MEDICI NEL MIRINO: «ANNA ZILIO ERA STATA FERMATA PER PROBLEMI FISICI»

Due atleti della stessa squadra, morti nel sonno a poche settimane di distanza. Ora le Procure di Vicenza e Verona vogliono vederci chiaro: nel mirino ci sono i certificati medici agonistici di Alberto Zordan, 48 anni, e Anna Zilio, 39, entrambi tesserati per la Km Sport di San Martino Buon Albergo (Verona).

 

I problemi fisici di Anna Zilio

Gli investigatori, su delega della Procura, hanno bussato alle porte di uno studio medico per controllare la documentazione sanitaria dei due runner. Dai primi accertamenti sarebbe emerso che per Anna Zilio è stato recuperato solo un certificato risalente al 2021, anno in cui era stata fermata per alcuni problemi fisici. Un dettaglio che ora assume un peso specifico nelle indagini. Zordan, invece, risultava regolarmente in regola con le certificazioni sportive.

 

Chi era Anna Zilio

 La donna, trovata senza vita il 13 ottobre nella sua abitazione di San Martino Buon Albergo, dal 2017 oltre a essere iscritta al Team Km Sport ne era anche la segretaria, per questo si occupava di controllare i certificati di buona salute di tutti i tesserati, compreso il suo, e di aggiornarli nel portale della Fidal. Secondo quanto emerso il documento cartaceo che avrebbe attestato il suo buono stato di salute per la stagione sportiva di quest’anno non sarebbe presente nell’ufficio in cui la runner lavorava, per questo la polizia ha tra le mani il computer personale della donna dove dovrebbero trovarsi le scannerizzazioni dei documenti sanitari di ogni membro dell’associazione.

 

I dubbi sui certificati di Anna: «Fermo tecnico, poi l'idoneità»

«A noi non risulta che Anna avesse problemi di salute — spiega il vicepresidente del Team Emanuele Marchi al Corriere della Sera - . Da come ricordo nel 2021 aveva dovuto sottoporsi a accertamenti e, dopo aver fatto un’ulteriore visita, si era rivelata idonea a correre». Proprio a quella data risalirebbe anche un documento acquisito in questi giorni dalle autorità e proveniente da uno studio medico a cui si era rivolta, ma ancora non ne sono stati condivisi i risultati. Gli inquirenti stanno cercando di chiarire se ci sia la possibilità o meno che la trentanovenne possa aver falsificato i certificati degli anni successivi. «Nel 2021 Anna è stata in fermo tecnico per sei mesi, immaginiamo per il cuore, ma i suoi genitori non sapevano nulla — spiega l’avvocato della famiglia Marco Pezzotti —. Poi sembra che la questione sia stata risolta, dato che ha ricevuto un altro certificato di buona salute e non se ne è parlato più. Al momento, non abbiamo dati certi, stiamo aspettando gli esiti dell’autopsia per capire che cosa abbia provocato la morte della trentanovenne, se c’erano delle situazioni pregresse il referto sarà in grado di dircelo. Anna quest’estate ha corso i 100 chilometri in Olanda, se ce l’ha fatta fatico a pensare avesse qualche problema, ma non sono un medico».

 

Il malore nel sonno

Entrambi i corridori sono stati trovati senza vita nelle rispettive abitazioni, stroncati da un malore nel sonno: Zilio il 14 ottobre, Zordan nella notte tra l’1 e il 2 novembre. Due tragedie ravvicinate e con troppe coincidenze per non destare sospetti. Le autorità giudiziarie hanno disposto un esame approfondito sui tessuti e sui liquidi biologici dei due atleti, per individuare eventuali cause comuni o anomalie.

«Anche noi vogliamo capire cosa sia successo — ha dichiarato Emanuele Marchi, vicepresidente della Km Sport — ma non vediamo collegamenti diretti tra le due morti. Sono solo due tragedie che ci hanno colpiti profondamente». A escludere un nesso anche l’avvocato Marco Pezzotti, legale della famiglia Zilio: «Si tratta di una vicenda dolorosa, non di casi collegati. Attendiamo i risultati dell’autopsia».

 

Certificati medici alterati o irregolari

Ma nel frattempo una nuova ipotesi comincia a farsi strada: quella di certificati medici alterati o irregolari. Gli inquirenti stanno verificando se i documenti di idoneità agonistica della 39enne possano essere stati manipolati negli ultimi anni. Anna Zilio, segretaria della società sportiva, gestiva direttamente la parte amministrativa e caricava via mail la documentazione degli iscritti. «Anna seguiva la segreteria, caricava i certificati e la documentazione degli atleti e li mandava via mail, però poi non si allenava mai con Alberto. Per questo non c'è nessuna correlazione. Era una ragazza solare, lavorava ogni giorno e amava lo sport — ricorda Marchi —. Per noi è un momento durissimo. Ma, lo ribadisco, non c’è alcuna connessione tra i due decessi».

2025-11-08T10:07:23Z