BIASIN: "CONTE VINCE LA PANCHINA D'ORO, MA DUE DIMENTICANZE FANNO CAPIRE CHE SIAMO FATTI MALE"

La Panchina d'Oro assegna ogni anno un verdetto che va oltre i numeri e le classifiche: è il riconoscimento dei colleghi, lo sguardo interno di una categoria che premia chi, secondo gli addetti ai lavori, ha inciso di più. Quest'anno il premio è finito nelle mani di Antonio Conte e difficilmente qualcuno può gridare allo scandalo. Anzi.

Come sottolinea Fabrizio Biasin nel suo editoriale per TMW, "Antonio Conte da Lecce ha vinto la Panchina d’Oro, riconoscimento assegnato dai colleghi al tecnico migliore della stagione. Ha battuto Gasperini e Fabregas. Premio meritatissimo, va detto". Conte ha lasciato ancora una volta il segno, confermandosi un allenatore capace di imprimere identità, mentalità e risultati alle squadre che guida. Il consenso dei colleghi, in questo senso, appare coerente con il suo percorso.

Eppure, come spesso accade nel calcio italiano, la celebrazione di un merito porta con sé anche il retrogusto amaro delle assenze. Biasin lo evidenzia senza giri di parole, spostando il focus su ciò che manca più che su ciò che c'è: "Ma poi ci sono delle dimenticanze. Ci si è dimenticati di Claudio Ranieri, autore di un miracolo con la Roma. Ci si è dimenticati di Simone Inzaghi, bastonato nella finale di Champions ma capace di arrivarci per la seconda volta in tre anni dopo aver battuto Bayern e Barcellona".

Poi Biasin chiosa: "Se lo sono dimenticati, come se fosse la cosa più banale del mondo. Siamo fatti così (ovvero male)". 

2026-02-04T12:37:17Z