Tutto con estrema tranquillità, non fosse altro che per il lungo viaggio con destinazione Shanghai, dove già domani Jannik Sinner, fresco vincitore a Pechino, darà l’assalto al Masters 1000 con in palio punti preziosissimi per il ranking ATP. L’azzurro ha vissuto in maniera estremamente sobria, come sempre d’altronde, il suo 21esimo titolo in carriera, 18esimo nel massimo circuito internazionale sul cemento.
La sperimentazione delle novità, chiamate a rendere più imprevedibile il gioco, ha dato frutti confortanti all’esordio della tournée indoor in Cina. Ora il livello si alza, per quanto Alcaraz abbia dato forfait, liberando sensibilmente la parte alta del tabellone che conduce alla finale. Jannik ha pochissimo tempo per ambientarsi al nuovo contesto, e la sfida di secondo turno gli mette subito di fronte a Shanghai un giocatore ostico, che evoca ricordi di fatiche e di set persi. Ad attenderlo ci sarà infatti il tedesco Daniel Altmaier, vincitore al primo turno contro l’australiano Tristan Schoolkate. I due precedenti raccontano di altrettante maratone.
Al Roland Garros 2023 Altmaier la spuntò col punteggio di 6-7 (0) 7-6 (7) 1-6 7-6 (4) 7-5 e quella sconfitta lasciò un segno profondo sul metodo stesso di lavoro di Sinner e del suo staff. Fu una lezione dalla quale l’altoatesino apprese tanto del futuro approccio ai tornei del Grande Slam.
L’altro incrocio c’era stato nel 2022 agli US Open e anche in quel caso ci vollero cinque set per consentire a Sinner di spuntarla con lo score di 5-7 6-2 6-1 3-6 6-1. Insomma, Altmaier è giocatore ostico, fastidioso ma anche un test indicativo per quelle risposte che partita dopo partita l’azzurro va cercando. Intanto il dibattito sul braccio di ferro all’apice del tennis mondiale si è arricchito negli ultimi giorni di un altro capitolo. A firmarlo è stato il coach Patrick Mouratoglou, affermando via web che Carlos Alcaraz rappresenta l’evoluzione naturale di Roger Federer. D’altronde lo spagnolo si porta dietro, nel repertorio straordinario dei colpi e delle letture di gioco, potenza, esplosività, estro, mano educatissima e anche la naturale inclinazione verso lo spettacolo e il divertimento. A 22 anni il fenomeno murciano pare abbia perfino margini di crescita, avendo risolto l’atavico problema della continuità di rendimento che fino a qualche tempo fa veniva meno in pieno periodo primaverile. E allora, come si batte Carlos Alcaraz? Come potrebbe riuscirci di nuovo Jannik Sinner, che sull’erba londinese aveva destinato a lamenti e frustrazione il rivale? La domanda è stata girata di recente dai colleghi di Athlon Sports a Roger Federer e la leggenda svizzera si è espresso come si trovasse in procinto di impostare un piano partita con Carlitos.
«Innanzitutto, bisogna premettere che il tipo di superficie su cui si gioca influenzerebbe la mia strategia. - ha affermato Federer - Non tutte le superfici ti consentono di giocare al massimo della velocità e a volte devi saper mixare. L’obiettivo contro Alcaraz è togliergli certezze e farlo andare fuori giri, il che è ovviamente molto complicato. Ha dei colpi formidabili uniti ad una capacità di coprire il campo assolutamente spaventosa, quindi devi scendere in campo con l’idea che sarà una battaglia durissima. Dovrai vincere ogni punto almeno due volte. Se mi trovassi a giocare contro di lui, ovviamente cercherei di essere molto aggressivo e di togliergli il tempo, variando il mio gioco il più possibile».
La variabile del discorso sta tutta nella velocità. Che diviene estrema quando Alcaraz prende in mano il controllo del gioco, alternando slice al veleno alla potenza devastante del dritto inside in. Ne sa qualcosa Sinner, che a Flushing Meadows ha dovuto superarsi, inventando l’impossibile nel secondo set vinto con l’asticella portata ben oltre il limite. Jannik farà tesoro dei consigli della leggenda elvetica, intanto lavora anche in torneo per assottigliare le distanze, non solo di punti, dal fenomeno spagnolo.
2025-10-02T13:41:13Z