Il commento dell'ex allenatore sul Derby d'Italia
Arrigo Sacchi, ex allenatore di Milan Parma e Atletico Madrid fra le altre, nonché ex-ct dell'Italia, ha pubblicato sulle pagine della Gazzetta dello Sport il proprio commento sul Derby d'Italia vinto dall'Inter per 3-2 sulla Juventus e che tanto sta facendo discutere per il caso Bastoni-Kalulu.
Sacchi però sceglie di sorvolare sull'episodio e si concentra sull'importanza del risultato finale per la lotta Scudetto e nella corsa Champions League.
Ecco le sue parole
"Con sofferenza, com’è nel classico stile Inter. Con orgoglio, com’è scritto nel dna del club. La vittoria da incorniciare pensando alla volata scudetto, per i nerazzurri, anche perché il Milan, secondo, è distanziato di otto punti pur avendo una partita in meno".
"Tuttavia, questa sfida ha evidenziato alcuni punti deboli sui quali Chivu dovrà lavorare per raggiungere un alto livello soprattutto riflettendo sugli impegni di Champions League. Che l’Inter sia la squadra più forte, a livello tecnico e fisico, nessuno lo mette in dubbio. Però bisogna assolutamente cancellare certe amnesie che rischiano di compromettere il risultato. A volte è come se si spegnesse la luce. Perché?"
"Nel primo tempo mi è piaciuta di più la Juventus: più organizzata, idee chiare, manovre veloci, pallone che viaggiava da un settore all’altro togliendo spesso i punti di riferimento agli avversari. Ottima, a mio avviso, l’intuizione di Spalletti che ha trovato il ruolo perfetto per McKennie. Logico che il secondo cartellino giallo mostrato a Kalulu abbia poi cambiato la storia della partita".
"L’Inter si è trovata in vantaggio per un episodio molto fortunato, ma non è stata in grado di gestire l’1-0 e di proporsi per il raddoppio, nonostante qualche occasione estemporanea. Il pareggio juventino, meritatissimo, ha messo in evidenza le lacune difensive dei nerazzurri: disattenzione, troppa leggerezza, posizionamento sbagliato dei giocatori in mezzo all’area di rigore. Che cosa aspettava Luis Henrique? Come ci si può far sorprendere dall’incursione dell’avversario che arriva da dietro? L’impressione è che, in certi momenti, la retroguardia dell’Inter non percepisca il pericolo".
"La ripresa è stata un dominio nerazzurro sul piano del possesso-palla, e non avrebbe potuto essere diversamente. L'inserimento di Pio Esposito è stato determinante per arrivare al 2-1. Questo ragazzo è una risorsa per l’Inter e per il calcio italiano, e lo dico pensando ovviamente alla Nazionale".
"Il gol di Zielinski è un’autentica liberazione, Chivu esulta come fosse un giocatore e posso capirlo: quando le partite contengono un tale livello di adrenalina, anche gli allenatori partecipano alla lotta ed è giusto così".
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2026-02-15T11:17:23Z